Música imaginada

Sono emerse interessantissime informazioni riguardo il singoletto nuovo di Horacio Salinas di cui abbiamo parlato qua.

Si tratta di una anticipazione tratta da una serie di CD a lui dedicati che verranno pubblicati dalla Aula records, etichetta legata alla Usach (Universidad de Santiago de Chile).

Come potete leggere in questo articolo/intervista sotto il titolo “Música imaginada” verrà editata una collezione di 5 dischi, inizialmente in formato liquido, ma è prevista una versione in CD e LP per la fine dell’anno. I primi due album conterranno musiche per teatro, cinema e televisione composti tra il 1980 e 1997, il terzo sarà il già noto “Remos en el agua“, il quarto si intitolerà “Río“, musiche inedite del 2006 scritte per un’opera di videodanza di Mariela Cerda (da qui provengono i due brani del singolo di cui sopra) e l’ultimo volume sarà il noto, ma poco circolato “El Húsar de la Muerte” (peraltro recentemente comparso nei siti di streaming in una bizzarra versione rimasterizzata un anno dopo l’uscita ufficiale…).

Già che ci sono vi segnalo anche quest’altra intervista, sempre sugli stessi temi e con qualche indicazione in più sul contenuto di “Río“.

Quindi attendiamo fiduciosi.

 El Valle / La Hostería

Senza particolari annunci, per quello che mi risulta, in rete sono comparsi un paio di pezzi di Horacio Salinas, come fossero il lato A e B di un vecchio 45 giri.
Si intitolano “El Valle” e “La Hostería” e li potete ascoltare qua sotto.

Primer Año De Gobierno Popular

Non abbiamo mai parlato di uno strano disco intitolato “4 de noviembre de 1971. Primer año de Gobierno Popular” e pubblicato dalla IRT (Industria de Radio y Televisión) nel 1971.

Sostanzialmente si tratta di una raccolta di frammenti di discorsi di Salvador Allende, fatti dopo la vittoria elettorale del 1970 e l’elezione alla Presidenza della Repubblica. Tra un pezzetto e l’altro di questi discorsi si possono ascoltare anche frammenti di brani musicali di vari artisti tra i quali Ángel Parra, Víctor Jara, Quilapayún e, naturalmente, Inti-Illimani.

Mi sembra che il disco non contenga niente di inedito, e ve ne sto parlando perché la sempre rinomata Discoteca Nacional Chile ha reso disponibile su YouTube questo lavoro, recuperandolo da una edizione in CD di buona qualità sonora.

Pertanto a tutti gli interessati auguro buon ascolto

Preludio N.2

Ringraziamo nuovamente il sempre ottimo Antonio che ci ha segnalato la registrazione di “Preludio n.2“, brano scritto da Horacio Salinas. Questa composizione compare all’interno di un lavoro del chitarrista cileno Felipe Celis Catalán intitolato “New Chilean Music“.

Nello stesso album compare anche il primo preludio, di cui già vi parlammo qua.

Carrasco 2

Rapida segnalazione, decisamente fuori tempo massimo, per il secondo album solista di Eduardo Carrasco, per chi non lo sapesse fondatore e leader storico dei Quilapayún, intitolato con eccitante fantasia “Carrasco 2“.

carrasco2

Uscito nel 2018, contiene 10 ottime canzoni benissimo arrangiate e suonate. L’unico punto debole potrebbe sembrare la voce di Carrasco (che già non era niente di eccezionale quando era giovane, figuriamoci al momento di registrare il disco, alla, quasi, veneranda età di 78 anni). Ma i testi, per quel poco che posso capire, sono così personali, così legati alla tematica del tempo che passa e ai bilanci esistenziali, che solo la sua voce poteva suonare credibile.

Testi, come usuale per lui, lontani da ogni forma di retorica e sempre in bilico tra autoironia e denuncia (ma qualcuno in Italia potrebbe scrivere e cantare un testo come quello di “Yo no soy católico” ?). Musicalmente invece non c’è praticamente traccia della Nueva Canción Chilena, ma si pascola in tranquilli ambiti pop (pensate solo alle evidenti citazioni di Santana nell’arrangiamento di “Guajira Chilena“).

Ne parliamo da queste parti perché il principale collaboratore di Carrasco in questo disco è Fernando Julio (autore delle musiche di 4 canzoni, produttore musicale di tutto il disco e addetto al basso, ai cori e ad altri strumenti), inoltre vi suonano anche Danilo Donoso (batteria e percussioni), Camilo Salinas (piano e tastiere) e il maestro Horacio Salinas (chitarra nella prima traccia “La Luz de la Luna“).

Io ve lo consiglio, e ringrazio pubblicamente il sempre ottimo Carmine per avermene rimediato una copia fisica.

Buon ascolto.

Roma, 17 marzo

Si è quindi concluso questo tour italiano degli Inti.
Siamo stati al concerto romano e vogliamo dedicare due parole a questa eccellente serata.

Una premessa.
In altri tempi mi sarei dilungato a raccontarvi pregi e difetti della serata, ma in questa occasione la cosa più importante è stata semplicemente tornare ad ascoltare dal vivo la loro musica, cosa che ritenevo ormai improbabile se non utopistica, e invece gli dei della Nuova Canzone Cilena hanno fatto in modo che tutte le variabili andassero al posto giusto e tutto si incastrasse alla perfezione.

Quindi gruppo in classica formazione a 8 (senza Juan Flores, chiaramente) con Camilo Lema al contrabbasso (credo sia la prima volta che lo abbiamo visto dal vivo), gli oltre 1100 posti della sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica quasi tutti occupati da altrettanti appassionati (e finalmente un concerto a Roma in una location degna del gruppo, come lo ha definito Jorge Coulónun tempio della musica“).

Ad aprire Giulio Wilson che ha presentato alcuni brani del suo nuovo album (in uno anche accompagnato
da César Jara) e poi il via al concertone degli Inti.

Scaletta (abbastanza) ecumenica che apre con il Manns di “America novia mia” e poi al suo interno presenta un’ampia sezione recuperata dai primi dischi italiani (“Fiesta de San Benito“, “Rin del angelito“, “El aparecido“, “Lo que más quiero“, “Señora chichera“, l’immancabile “El pueblo unido jamás será vencido“, una intensissima “El arado“) diversi brani da “Lugares comunes“, che sembra un po’ essere il disco più rappresentativo del periodo Meriño (“Sobre tu playa“, “A la caza del nandú“, “El surco“,
Malagueña“) e qualche brano più recente (“Rondombe“, “La calle de la desilusión“), un doppio
omaggio all’Italia con “Buonanotte fiorellino” e “Canna austina” e la conclusiva “Samba landó” (unica presenza di Salinas e Seves, come autori, della serata).

Tra i bis anche quel “Vale la pena” di Giulio Wilson che è stato un po’ il punto di partenza di tutto questo tour.

Non ho preso appunti, quindi non prendete per oro colato quanto scritto, potrei aver dimenticato qualcosa o confuso un brano con un altro (e in ogni caso non li ho indicati nell’ordine in cui sono stati suonati).

Gruppo solido e affiatato, spesso divertito, rilassato (a volte anche troppo) e giocoso, che sembra andare a memoria che è una meraviglia.

Da notare che ogni brano è stato sottolineato da proiezioni (a volte immagini di repertorio del Cile
di ieri e di oggi, altre volte animazioni pertinenti con il brano suonato) che io non amo, in generale,
ma avevano tutte un gran buon gusto e che, credo, siano presenti per la prima volta in un loro concerto
con questa continuità.

inti2022

Festa sugli spalti affollati da gente anziana (come me) ma anche molto più giovane, con evidenti anche  alcuni settori caratterizzati da sudamericani (non solo cileni) presumibilmente residenti in Italia.

Jorge sul palco autore di alcune, come sempre, degnissime introduzioni alle canzoni per una serata davvero piacevole e per la quale possiamo dire che “valeva la pena” esserci.

A questo punto sperare in un tour estivo non sembra impossibile.

Suite Patagonia

Dalle nebbie della pandemia emerge un nuovo progetto degli historicos chiamato “Suite Patagonia“.
Verrà presentato dal vivo il 21, 22 e 23 gennaio al Teatro Municipal de Santiago.
In questa pagina si legge che:
La más reciente creación del emblemático grupo chileno Inti Illimani Histórico es una obra para orquesta y músicos, inspirada en la Patagonia del extremo sur de Latinoamérica. Inicialmente imaginada para un ballet, ha sido escrita pensando en las características únicas de este vasto territorio: sus planicies de estepas enormes, frías y solitarias; su luz diáfana, sus hielos magníficos, sus montañas majestuosas y la desolada presencia de sus aborígenes. Todo enmarcado en un escenario de poética lejanía“.
Verrà eseguita insieme alla Orquesta Sinfónica Nacional.

Di questo lavoro (e di altro) parla il suo autore, Horacio Salinas in questa intervista.

Grazie ad Antonio per le segnalazioni 🙂