Jorge Coulon e il calcio

Da sempre molto legati al calcio (e praticanti di questo sport a livello amatoriale) gli Inti-Illimani hanno seguito il mondiale con un occhio particolare, oltre che per il loro Cile, per la nazionale azzurra.
Di seguito vi posto alcune riflessione di Jorge Coulon recuperate dal sito
IlCalcioOnline

chi volesse leggere integralmente l’articolo può cliccare qui


Jorge Coulon, uno dei volti dello storico gruppo cileno degli Inti-Illimani che periodicamente visita l’Italia per i suoi concerti e che ha sempre dichiarato di amare il nostro paese, ha commentato la disfatta ai Campionati Mondiali.

Ho avuto un grande dolore vedendo piangere i giocatori italiani alla fine della partita con la Slovacchia. Ho sofferto vedendo questa sconfitta maturata già negli squallidi pareggi precedenti. Ma mi sono chiesto: perchè l’Italia ha saputo dare in venti minuti quello che non ha dato nei settanta minuti precedenti e meno ancora nelle due prime partite del girone?”.

Perchè abbiamo avuto solo dieci, quindici minuti di passione, coraggio e voglia di vincere da parte di questi calciatori che dovrebbero essere appunto un modello di passione, coraggio e voglia di vincere? Pensavano forse che ancora una volta bastava il minimo sforzo per passare e magari allora e solo allora valeva la pena giocare sul serio? Che potente metafora del mondo è il calcio! Forse Pepe e compagnia immaginavano di essere dei burocrati dell’Ue a Bruxelles, dove in base al potere del denaro si decidono i destini del mondo. (…) Amo l’Italia, ma quella dei minuti finali… quella che ha lottato, che è stata capace di pensare che si poteva rovesciare il risultato, che ha tirato fuori l’orgoglio. Amo anche quell’Italia che a fine partita ha pianto, di rabbia, d’impotenza… anche quella che ha accettato la sconfitta con la dignità di Cannavaro”.

Ma bisogna dire che c’è giustizia, e non solo sportiva, in questa eliminazione, che è meno brutta di quella della Francia solo perchè meno scandalosa negli spogliatoi. Così come non è giusta la qualificazione dell’Inghilterra, e tiepidamente giusta quella della Germania. Bisogna dire che il calcio dei miliardi ha prodotto dei burocrati che come ingranaggi sono parte di un gioco tecnico, meccanico, brutto e mancante d’arte e di felicità. Il calcio dei miliardi fa diventare il gioco della merce e i giocatori dei mercanti, dei burocrati, ricchi, freddi.
Ma la felicità è altrove
”.


Posso solo aggiungere che mi è incomprensibile come sia successo che gli Inti tifino per la Roma, il mio vecchio cuore biancoazzurro non ha mai potuto accettare questa scelta…

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