Le nuvole cantano in libreria

E’ in vendita già da qualche settimana il dvd “Dove cantano le nuvole“, il documentario di Francesco Cordio e Paolo Pagnoncelli. Io l’ho pagato 12,90 euro e non contiene extra.

Il film cerca di ripercorrere la storia del gruppo attraverso i ricordi degli anziani del gruppo (Jorge e Marcelo Coulon, Ernesto Perez de Arce e Max Berrù)  ed altre persone vicine al gruppo (la mamma dei Coulon, Patricio Manns, Joan Jara…). In parallelo si racconta il percorso dei nuovi e come sono arrivati a suonare in un gruppo formato prima che loro nascessero. Naturalmente a tutto questo fa da sfondo (ma uno sfondo che è il vero protagonista del film) il Cile e la sua storia tormentata dal 1968 ai giorni nostri.

Parlato soprattutto in spagnolo, ma qui e la anche in italiano, il film scorre bene e si guarda con grande piacere. Poca o nulla la retorica (sempre un grosso rischio in questi casi), sempre presente invece la musica che inevitabilmente diventa un colonna portante del film.

Ovviamente spicca l’assenza degli historicos (presenti solo nelle foto di archivio) ma il film ha il pregio almeno di accennare qualcosa sulla divisione in corso.
Aggiungo, mia modesta opinione, che proprio il confronto tra il percorso dei Coulon, di Berrù e degli altri storici e quello di Cantillana, Gonzales e degli altri nuovi evidenzia (forse senza che i registi ne siano stati consapevoli) i fortissimi limiti di questa fazione degli Inti.

Chi fosse interessato non perda tempo perchè questo dvd potrebbe diventare presto introvabile (ma io, sia chiaro, mi auguro decine di riedizioni) e, a mio parere, vale la pena averlo.

p.s. Per i sudamericani interessati avviso che è un dvd “region 2” PAL

9 thoughts on “Le nuvole cantano in libreria

  1. Ciao Francesco
    Mi piacerebbe sapere da te quali sono secondo te i limiti degli Inti-Coulon. Non è una domanda polemica (assolutamente) ma semplice curiosità
    Ti abbraccio

  2. Non mi riferivo a limiti tecnici ovviamente. Il film mostra da un lato una generazione appassionata alla scoperta della propria musica, alla ricerca di radici continentali realizzata attraverso viaggi, incontri con anziani, piccole e grandi casualità. Entusiasti e autodidatti.
    Dall’altra giovani che hanno fatto studi più o meno classici e che si sono invaghiti della musica di un gruppo storico (gli Inti-Illimani) finendo poi per suonarci.
    Percorsi così diversi (più cuore nei primi, più sapienza nei secondi) che l’idea che questi giovani possano continuare il sentiero iniziato dai vecchi a me suona inverosimile.
    Credo che Merino e soci potranno essere solo ottimi esecutori di musiche altrui o compositori di musiche “nello stile di”. E sono pronto a scommettere che se vorranno fare qualcosa che davvero li entusiasma dovranno lasciare il gruppo e mettere in piedi progetti paralleli.
    Non credo di essermi spiegato ma spero almeno che il concetto generale si possa afferrare.

  3. ti sei spiegato benissimo…in linea generale son d’accordo con te, anche se col cuore vorrei che ciò non dovesse mai succedere….

  4. buena la que agarraron ahora jajaja arreglan los mensajes en inti-illimani.cl para tirarse flores, son muy cara de raja.

  5. Il tuo commento è troppo elementare, è evidente che i giovani non possono avere l’esperienza di vita dei più vecchi. Era così anche per Renato, per Jose Miguel in parte, per Pedro Villagra sicuramente. E molto diverso per Juan Flores che ha dalla sua la solida conoscenza della musica popolare ed il fatto di aver vissuto il Cile della dittatura e della resistenza culturale. E diverso il caso anche di Efren.
    Per il resto metti gli altri in una situazione assurda, non possono continuare a far pate di Inti Illimani se non viaggiano nel tempo vivono le esperienze degli altri. Scusa ma credo che non si tiene in piedi. Il bello di Inti Illimani sta in questo passaggio delle consegne. E lo hanno risolto, secondo me benissimo.

  6. Forse sono elementare. Va sottolineato però che sono uno di quelli che ritiene che gli Inti-Illimani (e in generale qualunque gruppo musicale) non siano un’istituzione (come la Philarmonica di Berlino) ma esistono solo finchè determinate persone condividono un certo percorso. Quando il gruppo si sfascia QUEL gruppo finisce. Ne possono nascere altri, anche migliori, ma non potranno mai essere QUEL gruppo.
    In ogni caso per discutere di queste cose consiglio più uno strumento come la mailing list che si trova tra i link che i commenti ai post.
    Ma grazie del tuo intervento🙂

  7. Finta imparzialità ?
    mmmmmmmm
    allora…
    io cerco qui di riportare tutto quello che vengo a sapere sui 2 Inti ma anche sui progetti solisti dei singoli.
    Personalmente non ho preferenze tra i 2 gruppi, o meglio di entrambi vedo pregi e difetti. Certamente non sopporto gli ultras che offendono tizio o caio. E in ogni caso non credo che le mie opinioni siano più importanti di tanto. Poi se pensi che io sia sbilanciato verso qualcuno o qualcosa fammelo sapere che cercherò di evitare partigianerie ulteriori.

    Salutones🙂

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