Intervista su L’Eco di Bergamo

articolo de L’eco di Bergamo del 29/07/2005

Ora sono in sette, e a volte in otto, ma del nucleo storico sono rimasti solo in due, i fratelli Jorge e Marcelo Coulon.

Gli Inti-Illimani, ensemble della world musica ante litteram, hanno perso altri due leoni dell’Università di Santiago, altri due membri della formazione originale nata in Cile nel ’67, che già da tempo si nutre di “energia e punti di vista nuovi, altrimenti si diventa un museo di se stessi e non è un bene“, sottolinea Jorge Coulon, 57 anni portavoce del gruppo ieri sera in concerto al Festival Latinoamericano al forum di Assago, tradizionale kermesse estiva a base di salsa e merengue.

Il loro tipico suono andino, che ha radici millenarie, rimane, ma la ricerca va verso nuovi ritmi.
La loro sintesi strumentale e vocale è ricca di contaminazioni.
Il rapporto con i vostro paese continua a essere simbiotico. La nostra storia italiana è stata cosi’ forte che questa nazione
continua a rimanere la nostra seconda casa
-spiega il percussionista Jorge- E per me questo discorso vale in maniera ancora maggiore perché i miei due figli nati in Italia ( gli inti-illimani trascorsero 16 anni in esilio nel nostro paese con l’inizio della dittatura di pinochet ndr) hanno deciso di vivere in Toscana
.
Infatti il loro ultimo cd si intitola Viva Italia. Mentre il nuovo che stanno registrando in Cile, uscirà in america latina a novembre.
Da voi -aggiunge Jorge- la prossima primavera, e conterrà canzoni nuove. Ci sarà solo un vecchio pezzo non nostro Buonanotte fiorellino di De Gregori brano che amiamo particolarmente e già incluso in Viva italia“.
La formazione cilena in passato ha collaborato con Dalla, De Gregori, Roberto de Simone, Nomadi, Milva.
Siamo sempre aperti ai sodalizi e forse ne andrà in porto anche uno con Franco Simone che in Sudamerica è ben voluto.
Abbiamo appena incontrato Pippo Pollina che è venuto a sentirci a Foligno. Ci siamo dati appuntamento a dicembre in Germania e abbiamo in mente di registrare qualcosa con lui. Già abbiamo partecipano a un suo disco. Ora stiamo lavorando ad un nuovo brano dedicato a Papa Wojtyla. Ce lo hanno chiesto gli organizzatori del campionato di calcio giovanile che si terrà a Roma nel mese di ottobre in memoria del grande pontefice. Sarà una sorta di inno. Abbiamo accettato perché il papa ci aveva invitati piu’ volte in Vaticano al concerto di Natale. Invece qualcuno aveva storto il naso. Giovanni Paolo II è stato un modello per tutti: ha lottato fino alla fine per la pace, ha sofferto molto ed è stato importante per le nostre vite. Dovremmo cercare di raccoglierne l’eredità: l’impegno per la pace. E’ una pazzia rispondere alla violenza con violenza ancora maggiore
.

Dove sono finiti gli inti-illimani amati da una generazione di ragazzi di sinistra quelli di el Pueblo unido jamas serà vencido?

Negli anni 70 c’erano moltissimi italiani che votavano PCI: ma non credo fossero tutti atei… Il canto popolare cileno, di tradizione contadina ha sempre avuto una doppia dimensione, sacra e profana. Il nostro amico poeta Victor Jara di estrazione contadina e famiglia comunista parlava costantemente di temi religiosi nella sua musica. Noi abbiamo fatto nostra questa tradizione. I ragazzi cattolici di Rimini in una nostra canzone dedicata a che Guevara hanno rintracciato elementi legati alla figura di Cristo

Come vivono dentro la storia del Cile oggi?
Sarà sicuramente donna il nuovo presidente della Repucclica del Cile. I sondaggi ce lo dicono. La favorita è Michele Bachelet figlia di un ingegnere dell’aereonautica ucciso da Pinochet. E’ una cara amica. E’ stata scelta dalla gente che ha voglia di uno sguardo femminile, piu’ dolce sulle problematiche sociali

grazie ad Andreina per la segnalazione e la trascrizione

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