Recensione concerti a Regalbuto

Grandi emozioni e grande musica nei due concerti del gruppo cileno. Sono passati più di trent’anni da quando gli Inti Illimani hanno cominciato a suonare in Italia, emozionando i giovani della loro generazione. E di certo non smettono mai di emozionare i musicisti cileni, che hanno tenuto due concerti molto belli al Cineteatro Urania di Regalbuto, domenica 13 marzo.

L’evento è insolito per la provincia di Enna, che raramente vede sul proprio territorio la presenza di nomi del calibro degli Inti Illimani. I regalbutesi e coloro che sono venuti da fuori, hanno assistito a due concerti che li hanno accompagnati in un viaggio immaginario che partendo dalle montagne della Cordillera della Ande e dalle tradizioni degli indios dimenticati che le abitano, passa per la musica d’autore italiana (con un bellissimo omaggio a De Gregori nella versione di Buonanotte Fiorellino rivisitata), la tarantella napoletana e i canti per la lotta alla libertà dei popoli oppressi. Il tutto con grande maestria e delle voci e una tecnica che incantano lo spettatore.

Sono passati più di trent’anni da quando suonavamo ai festival dell’Unità in Italia. Adesso il mondo è cambiato, tutto è diverso. Nel nostro paese è tornata la democrazia, in Italia e nel mondo invece ha vinto la destra che fa le guerre”, dice Jorge Coulon, uno degli storici fondatori del gruppo cileno, nel suo italiano perfetto, frutto della lunga permanenza nel nostro paese.
Cosa provate nel vedere che, nonostante i grandi cambiamenti avvenuti negli ultimi anni in tutto il mondo, le vostre canzoni sono ancora amatissime dai giovani, che le intonano spesso nei cortei e nelle manifestazioni? “Per noi è difficile descrivere questa sensazione, è motivo di orgoglio e di sorpresa continua. Le nostre canzoni sono conosciute in tutto il mondo da gente di età ed estrazione diversa. L’anno scorso ad esempio abbiamo suonato in Turchia e la gente alla fine intonava “El pueblo unido” in turco e lo stesso è successo in Giappone”.

Tuttavia gli Inti Illimani hanno un rapporto speciale con il nostro paese e hanno deciso di tornare per un nuovo lungo tour, che ha toccato anche diverse tappe in Sicilia. Ma cosa si prova a sapere di suonare in un piccolo centro come Regalbuto, un luogo che magari non avrebbero mai conosciuto attraverso le cartine geografiche, in una provincia che spesso è dimenticata? “Per noi è normale. Abbiamo suonato nei posti più disparati. Questo è un luogo come un altro per incontrare la gente ed esprimerci attraverso la nostra musica”.

Durante il concerto è proprio Jorge Coulon a raccontare da dove nascono le canzoni, le storie a cui si ispirano, i luoghi che raccontano (come la Patagonia devastata dagli incendi o l’Uruguay, dove si suona il Candombe, genere musicale sudamericana con influenze afro, che è quasi sconosciuto). Uno dei momenti più intensi è stato l’ omaggio alle vittime della dittatura, con un pezzo dedicato alla scomparsa presidente del Partito Comunista Cileno Gladys Marin e a tutte le donne torturate e uccise in quel periodo di barbarie, ma anche la chiusura con la famosa “El pueblo unido jamas sera vencido” ha rappresentato un momento davvero emozionante.

Fonte: http://www.vivienna.it

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